Un pomeriggio, una graduatoria
- Quiz a crocette
- Velocità di esecuzione
- Strategia di risposta
Le lezioni di fisica le facciamo dal vivo e le regaliamo; chimica e biologia arrivano con il percorso completo. E gli appunti di tutto il semestre filtro sono aperti a tutti.
Il metodo lo costruiamo in tre, da tre lati: Matteo ha ingegnerizzato il protocollo di memorizzazione e recupero, il Metodo Ad Astra; Fabrizio lo porta dentro le materie, dalla comprensione di ciò che si studia; Luca lo mette alla prova sul foglio, con gli esercizi, e nel gruppo, con le vostre domande. Il materiale di questo portale è il punto in cui i tre lati si incontrano.
Il progetto si chiama Portale dei Futuri Medici. Dietro ci siamo noi tre: ogni scheda apre la pagina della persona.
Ha scoperto l'apprendimento efficace con Matteo, dopo aver quasi abbandonato Medicina, e ha svoltato con l'università: 15 esami in 18 mesi lavorando a tempo pieno. Tiene le lezioni di esercizi del martedì e segue il gruppo: se scrivi al progetto, è lui che ti risponde.
Ha ingegnerizzato il protocollo di memorizzazione e recupero su cui poggia tutto il resto, e ha formato oltre cinquecento persone sull'apprendimento efficace. Tiene la lezione del giovedì sul metodo, dal vivo.
Ha iniziato Medicina col metodo tradizionale e si è laureato da solo; l'apprendimento efficace l'ha studiato dopo, per rendere di più e seguire meglio i pazienti. Tiene le lezioni del lunedì, quelle della comprensione: fisica, chimica o biologia, guida chi affronta una materia sconosciuta a studiarla in modo intelligente.
La sua pagina →Da dove nasce. Fabrizio e Luca hanno iniziato Medicina con il metodo tradizionale. Fabrizio, da autodidatta, applicava tecniche di apprendimento efficace in modo rudimentale; dopo la laurea ha seguito un corso e ha capito di aver visto solo la punta dell'iceberg. Luca ha scoperto l'apprendimento efficace con Matteo e ha svoltato con l'università: adesso fa il conto alla rovescia per gli esami che gli mancano.
Da lì la parte pratica: un protocollo di memoria già collaudato, l'AI usata per la parte meccanica della preparazione del materiale, e la verifica esame dopo esame che il sistema reggesse su un programma vero. Quando ha funzionato, l'unica domanda rimasta è stata perché nessuno lo spiega a chi sta iniziando adesso.
Le lezioni di fisica, gli esercizi, le vostre domande e il metodo: dal vivo e aperte a tutti, fino a febbraio. Chimica e biologia arrivano con il percorso completo.
Si parte dalla più difficile, seguendo il programma.
Sul canale YouTube →Gli stessi argomenti di lunedì, ma sul foglio. Chi non fa esercizi non passa fisica, e non è un modo di dire.
Sul canale YouTube →Le vostre domande, e tutte le stupidaggini che vi hanno raccontato sull'università e su come si impara. Più come ci si ambienta il primo anno senza perdere tre mesi.
Sul canale YouTube →Voi fate le domande in diretta, Matteo risponde e vi sistema il metodo mentre siete collegati.
Sul canale YouTube →Le lezioni passano dal gruppo WhatsApp del portale: lì trovi date e link per seguirle. Le registrazioni stanno sul canale YouTube.
Chimica, fisica e biologia: il programma intero, scritto da noi e riscritto con chi il semestre filtro lo sta facendo adesso: lo usa e propone le modifiche. Tutti e 60 gli episodi sono online.
Aggiornati ogni settimana su richiesta del gruppo.
Il test era logica e crocette, e intorno a quel formato è nata un'industria intera di corsi, simulatori e strategie di risposta. Il semestre filtro sono tre esami universitari veri, nei primi mesi, e il risultato decide se resti a Medicina: si studia un programma universitario e si viene valutati su quel programma.
La materia più temuta, l'esame meno sostenuto: il vero ostacolo sta nelle basi, nel linguaggio e nell'approccio. Senza di quelle, rendi ancora più difficile l'impresa.
Sembra memoria pura, in realtà è una rete di concetti e deduzioni. Apprendimento efficace e lezioni mirate alla comprensione possono aiutarti.
Il volume di informazioni è enorme e chi la affronta a forza di riletture ci lascia settimane. È la materia dove il metodo di memorizzazione fa la differenza più visibile.
Non è difficile perché le materie sono impossibili: sono le stesse del liceo, più profonde. È difficile perché nessuno ti ha mai insegnato a studiare in modo compatibile con come funziona la memoria a lungo termine, e perché per la prima volta devi tenere tre programmi in piedi insieme, con una scadenza che non si sposta.
Tre diciotto valgono più di due trenta. Se fisica non la passi, gli altri due voti non ti servono a niente.
Il cervello non memorizza perché hai letto molte volte. Memorizza perché ha recuperato attivamente un'informazione, a distanza crescente nel tempo, e perché quell'informazione era legata a qualcosa che aveva già dentro. Rileggere il libro non soddisfa nessuna delle due condizioni: è l'approccio meno efficiente che esiste, ed è quello che fanno quasi tutti.
Nessuno di questi errori dipende dall'intelligenza. Si correggono, se sai come farlo.
Per far attecchire un'informazione astratta serve trasformarla in un'immagine che il cervello non possa ignorare. Tre criteri, sempre gli stessi.
L'immagine deve essere impossibile o assurda. Il cervello archivia ciò che rompe l'aspettativa e scarta ciò che è plausibile.
Deve succedere qualcosa. Un'immagine statica si dimentica; una scena in movimento porta con sé la relazione tra gli elementi, che è quello che ti serve ricordare.
Colori, suoni, dimensioni esagerate. Più canali sensoriali coinvolgi, più strade ha il recupero per arrivare all'informazione.
Nelle lezioni lo applichiamo materia per materia. Sulla tavola periodica, per esempio, ogni elemento diventa un personaggio con una scena addosso, e il gruppo a cui appartiene diventa il luogo in cui la scena si svolge: il numero atomico smette di essere un dato da ripetere e diventa una posizione dentro una storia.
Dove entra l'intelligenza artificiale. L'AI si occupa della parte meccanica: estrarre dal programma i concetti ad alto rendimento, trasformarli in domande, tenere il registro di cosa va ripassato e quando. È lì che si taglia la quasi totalità del tempo che di solito si spende a preparare il materiale di studio. Il metodo subentra nel momento in cui quei concetti vanno installati in testa e recuperati sotto esame: senza metodo l'AI produce montagne di materiale che nessuno memorizza, senza AI il metodo si applica a mano e costa ore.
Ogni parte ha domande a risposta nascosta, subito prima delle fonti. Rispondi, poi apri: è il recupero che fissa, non il numero di riletture.
L'autovalutazione di ogni episodio richiama a 1, 3, 7 e 21 giorni. La distanza tra un richiamo e l'altro segue il meccanismo con cui il nostro cervello fissa le informazioni, e va sfruttata.
Ogni lezione porta la trappola in cui si casca, e le domande a trabocchetto smontate una per una. Riconoscerla prima costa meno che studiarla dopo.
Una mnemotecnica funziona solo se la applichi e l'idea è la tua: le nostre fonti ti forniscono un gancio da cui farla partire, non ti imboccano la soluzione.
Le mappe non elencano: separano. Al centro il concetto, sui rami l'asse lungo cui due cose che si somigliano smettono di somigliarsi.
Il controllo delle informazioni si chiude prima che l'episodio esca, e le fonti sono numerate in fondo a ogni parte. Puoi verificarci.
Diciotto minuti su come impara il cervello, e perché rileggere gli appunti tre volte è il modo più lento che esista.
Guarda il video →Ogni video, ogni pagina di appunti, ogni simulazione nasce da un sondaggio nel gruppo WhatsApp di chi il semestre filtro lo sta facendo adesso. Chiediamo su cosa siete in difficoltà, contiamo le risposte, e la settimana dopo esce quella cosa lì.
Non abbiamo un piano editoriale deciso a tavolino: abbiamo una lista di richieste in ordine di quante persone le hanno fatte. Gli altri il pacchetto lo fanno a monte e poi cercano chi lo compra. Noi lo stiamo scrivendo mentre voi studiate, e ci mettiamo la faccia perché studenti lo siamo pure noi.
Ti manca la trigonometria, o le potenze, o il passaggio di unità. Roba di terza liceo che nessuno ti ha chiesto di ripassare prima di buttarti dentro un programma universitario. E allora leggi una formula e stai leggendo una lingua straniera, e ti convinci di non essere portato.
Non sei portato a giocare a calcio se non sai stoppare la palla. Le basi si recuperano in due settimane, poi la partita la giochi.
Banche di domande nel formato d'esame, simulazioni, flashcards, scatole di ripasso, esercizi, trappole, schede e mappe: il metodo applicato materia per materia. Sui 60 episodi del corso.
Formato d'esame: scelta multipla a 5 opzioni e completamento, con i distrattori costruiti sugli errori tipici.
Generate dal database pescando in modo equo fra gli episodi, non solo dall'ultimo argomento.
Per il recupero attivo e il ripasso spaziato, pronte da esportare.
Ripasso spaziato per argomento: ogni giorno esce il più scaduto, ricordarlo lo sposta avanti, dimenticarlo lo riporta alla prima scatola. Si parte dagli episodi del corso.
Gli svolti mostrano il metodo passo passo; quelli di pratica hanno la risposta in fondo, non lo svolgimento.
Per ognuna: qual è l'errore, perché è sbagliato e il criterio per non ricascarci.
Il filo di ogni parte in un colpo d'occhio: nodo centrale, rami e l'asse che separa i concetti che si confondono.
Riassunto denso, glossario dei termini d'esame, formulario e tabelle di consultazione rapida.
«Sei pronto se sai fare…», recupero attivo e ripasso spaziato a 1 / 3 / 7 / 21 giorni.
Il programma di una materia intera, da leggere partendo da zero: due capitoli per episodio. Com'è fatta.
Preparare un episodio verificato costa tempo. Se questi appunti ti sono utili, un contributo ci aiuta a farne di nuovi più in fretta e a far crescere la community attorno al progetto. Per noi è importante.
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