
Dr. Fabrizio Bucci
Medico · un metodo di studio su misura per ognuno.
La storia
Ingresso a 21 anni
Dopo un anno di studio serio per il test di Medicina. Gli esami del primo semestre li aveva già studiati prima di entrare.
Anatomia, la prima vera difficoltà
Al primo appello di gennaio arriva preparato su neuroanatomia ma poco su splancnologia e microscopica: bocciato allo scritto. A febbraio per paura non si presenta. A marzo prende 16, poi arriva il lockdown.
Il lockdown cambia il metodo
Inverte giorno e notte (a letto alle 9-10 del mattino, sveglia alle 8 di sera) e costruisce mappe mentali di anatomia. Prima lezione: dare struttura alle cose permette di ricordarle. Quelle mappe le ricorda ancora oggi.
Il blocco su Farmacologia 2
Farmacologia 1 passa con fatica, poi un'estate intera ferma su Farmacologia 2: lo scritto tentato 5 volte, all'orale prende 18.
La diagnosi
Lo stesso pomeriggio dell'orale riceve la diagnosi di ADHD e inizia la terapia. Sette giorni dopo prende 28 a Fisiologia 2, poi prepara Cardiologia in due mesi e mezzo.
Seconda lezione
Non forzare il proprio modo di essere per studiare, ma adattare lo studio al proprio modo di essere.
Insegna dal 2020
(anatomia, biologia, statistica), applicando a ogni studente un approccio diverso per una testa diversa. In circa sei anni, solo 3-4 ragazzi non hanno passato l'esame al primo appello. Luca è tra quelli che l'hanno passato al primo colpo.
Macchina da esami
17 esami in due anni, tra cui Cardiologia, Neurologia e Testa-collo, tra i più difficili del corso. Con una giusta quota di sacrifici, ma senza sacrificare sé stesso: hobby, amici, ragazza, cane, famiglia.
Dopo la laurea
Lavoro, specializzazione, poi a Napoli un corso di apprendimento efficace, dove approfondisce e mette a sistema le tecniche che usava già per studiare e per insegnare.
Perché adesso
Condividere con i colleghi più giovani esperienza, ferite e resilienza, per dare loro una strada più sana di quella che è stata la sua.
Fonte: racconto di Fabrizio, registrato con Luca il 29/09/2026.
Il metodo
- Struttura → memoria. Ciò che ha una struttura (mappe, schemi) si ricorda.
- Comprensione prima di tutto. Un'informazione che riceve un contesto può essere richiamata; per darle contesto, meccanismi e collegamenti vanno capiti. La comprensione non va ricordata né ricostruita: si acquisisce e resta, anche sotto stress e in panico all'esame.
- Scomporre ai minimi termini. Decostruire e semplificare rende accessibili alla memoria anche argomenti complessi e numerosi. Gli argomenti non diminuiscono, ma dividerli permette comprensione, memorizzazione e collegamenti, che sono la base delle competenze.
- Il metodo si adatta alla testa, non il contrario. Vale per chi studia e per chi insegna: studiare in modo coerente con i propri processi mentali, insegnare in modo coerente con quelli dello studente.
- La materia e l'esame sono due cose. Una parte dello studio costruisce la competenza e la padronanza della materia; un'altra va focalizzata su ciò che l'esame chiede davvero.
- Preparazione all'esame a tutto tondo: conoscenze, ma anche preparazione mentale, psicologica e metodologica.
- Studio intenso, concentrato, organizzato e ordinato, per sopravvivere senza annullarsi.
- Non solo una guida all'apprendimento: una guida all'approccio allo studio, alla curiosità e al coinvolgimento. Lo studio deve anche essere un piacere.
Con le sue parole
Dare struttura alle cose ti permette di ricordarle.
Non dovevo forzare il mio modo di essere per studiare: potevo studiare adattandomi al mio modo di essere.
Un approccio diverso per una testa diversa.
Esiste la materia che si sta studiando ed esiste l'esame.
La comprensione è un qualcosa che non deve essere ricordato: si acquisisce e si ritiene, come delle spugne.
Dare loro una strada più sana di quella che è stata la nostra.
Il racconto
Trascrizione rivista: tolti intercalari, ripetizioni e gli interventi di Luca, corretti i termini storpiati dal riconoscimento vocale. Contenuto e parole di Fabrizio restano i suoi.
Sono entrato all'università a 21 anni, ero già grande. Avevo studiato seriamente un anno per il test di Medicina e gli esami del primo semestre del primo anno li avevo già studiati tutti. Infatti il primo anno non ho avuto problemi, tranne con Anatomia all'inizio, perché non mi ero organizzato bene. Sono arrivato al primo appello di gennaio molto preparato su neuro ma poco su splancnologia e microscopica, e mi hanno bocciato allo scritto. È stata la mia prima vera difficoltà universitaria.
Mi sono preparato per febbraio, ma ho avuto paura e non sono andato. Sono andato all'appello di marzo e, quindici giorni dopo, è arrivato il Covid. Ho preso 16 e poi il lockdown, dopo la chiusura che mi ero fatto da ottobre a studiare Anatomia come un pazzo.
Nei tre mesi di lockdown ho fatto la prima cosa che ha cambiato il mio modo di studiare: ho invertito il giorno e la notte. Andavo a dormire alle 9-10 del mattino come se fossero le 9-10 di sera, mi svegliavo alle 8 di sera come se fossero le 8 del mattino, facevo colazione, all'una e mezza di notte pranzavo. Contemporaneamente ho fatto una cosa molto importante: mappe mentali di anatomia, che mi hanno insegnato che dare struttura alle cose ti permette di ricordarle. Le ho studiate fino alla nausea e le ricordo ancora adesso, non riesco a togliermele dal cervello.
Passato Anatomia ho iniziato a fare altri esami in modo più o meno costante. Farmacologia 1 l'ho fatta con difficoltà, poi mi sono bloccato. Ho studiato tutta un'estate su Farmacologia 2 e ho provato lo scritto cinque volte prima di passarlo. All'orale ho preso 18. Quel pomeriggio ho ricevuto la diagnosi di ADHD e ho iniziato la terapia. Sette giorni dopo ho preso 28 a Fisiologia 2.
Da lì sono ripartito fortissimo: ho fatto Cardiologia in due mesi e mezzo. Ho iniziato a studiare anche con la terapia, e lì ho imparato che non dovevo forzare il mio modo di essere per studiare: potevo studiare adattandomi al mio modo di essere, senza andare contro la mia natura. Ho iniziato a studiare con intensità e con un metodo più adatto a me.
Più o meno dal 2020 ho iniziato a dare lezioni e ripetizioni di anatomia, biologia e statistica. Applicare un approccio diverso per una testa diversa è la cosa che ho sperimentato con tutte le persone a cui ho fatto lezione, con ottimi risultati: in sei anni credo che solo 3-4 ragazzi non siano passati al primo appello.
Insegnavo come applicare un metodo di studio e una strategia per l'esame, e ho iniziato ad applicarli anche a me stesso, fino a diventare una macchina da esami: in due anni ho dato 17 esami, tra cui Cardiologia, Neurologia e Testa-collo, alcuni dei più difficili del corso di laurea. Con una giusta quota di sacrifici, sono riuscito a studiare senza sacrificare me stesso, la mia individualità, i miei hobby, gli amici, la ragazza, il cane, la famiglia. Mi sono fatto un mazzo tanto, ma in modo concentrato, intenso, organizzato e ordinato, per sopravvivere.
La cosa più importante, sia nello studio per me sia nelle materie che insegnavo, è stata la comprensione. È una parte fondamentale dell'apprendimento: qualsiasi cosa che può ricevere un contesto può essere richiamata, e per darle il giusto contesto l'informazione, il collegamento o il meccanismo che si studia devono essere compresi e chiari. Credo che ognuno possa farsi strada nella comprensione degli argomenti difficili a modo suo, e che ognuno possa essere guidato a farlo a modo suo, fino a decostruire, semplificare e rendere accessibili alla memoria e al richiamo anche argomenti complessi, difficili e numerosi. Non sono pochi e non diminuiranno, ma semplificarli e dividerli permette una giusta comprensione, una giusta memorizzazione e la capacità di fare collegamenti, che è la base delle competenze. Quindi non è solo una guida all'apprendimento: è una guida all'approccio allo studio, all'interesse, alla curiosità e al coinvolgimento, perché lo studio deve anche essere un piacere.
Ho capito anche che lo studio deve essere efficace e focalizzato sulle richieste. Ci sono due cose da tenere bene a mente: la materia che si sta studiando e l'esame. Una parte dello studio serve ad avere competenze e a padroneggiare la materia con tranquillità; un'altra deve essere focalizzata su quello che l'esame chiede.
Nel mio percorso universitario e di formazione da formatore mi sono specializzato proprio in questo: focalizzare lo studio e il modo di memorizzare in funzione di una buona gestione dell'esame. Non solo in termini di conoscenze, ma anche di preparazione mentale, psicologica e metodologica. Saper scomporre le cose ai minimi termini, una volta comprese, è una capacità che non ti abbandona mai, nemmeno quando hai poco tempo o sei in panico durante un esame. La comprensione non deve essere ricordata, evocata o costruita: si acquisisce e si trattiene, come una spugna. E resta anche nello stress e nella tensione dell'esame.
Per sei anni ho imparato a studiare in modo coerente con i miei processi mentali, a insegnare in modo coerente con i processi mentali del mio alunno e a insegnare strategie propedeutiche all'esame. Mi sono laureato, ho lavorato, ho fatto la specializzazione e ho acquisito nuove competenze. Poi sono tornato a Napoli e ho fatto un corso di apprendimento efficace, dove ho approfondito tutte le tecniche e le strategie che avevo usato per studiare e per insegnare, e ho potuto integrarle nel mio modo di insegnare, di studiare e di crescere.
Adesso è arrivato il momento di condividere con i colleghi più giovani queste conoscenze, questa esperienza, queste ferite e questa resilienza, per dare loro una strada più sana di quella che è stata la nostra.
Fonte: racconto di Fabrizio, registrato con Luca il 29/09/2026.
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