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Struttura dell'atomo e tavola periodica

S1E11UD1 Stagione 12 parti
Parte A

Dentro l'atomo: protoni, neutroni, elettroni e dove stanno

Appunti — Chimica UD1 «Dentro l'atomo: protoni, neutroni, elettroni e dove stanno», parte A#

Appunti presi guardando la lezione, poi riletti e sistemati. Non sostituiscono la lezione: qui trovi i trucchi per non cascarci, non la dimostrazione passo passo. Glossario e formulario stanno già nella scheda estesa del pacchetto di studio. Prima lezione di Chimica: il metodo è lo stesso di Fisica, cambia solo la materia.

Il nocciolo (30 secondi)#

Tre particelle: protone (carica +1, peso 1, nel nucleo), neutrone (carica 0, peso ~1, nel nucleo), elettrone (carica −1, peso ~1/1836, nella nuvola esterna) — la massa è quasi tutta nel nucleo. Il numero atomico Z conta SOLO i protoni ed è l'identità dell'elemento; il numero di massa è protoni PIÙ neutroni, il peso. Stesso Z ma neutroni diversi = isotopi (stesso elemento, peso diverso: carbonio-12 e carbonio-14 sono entrambi carbonio). Gli elettroni riempiono livelli e sottolivelli (s, p, d, f) secondo tre regole: Aufbau (dal livello più basso), Pauli (max 2 per orbitale, versi opposti), Hund (prima uno per posto, poi si accoppiano). Gli elettroni del livello più esterno sono la valenza.

Come me lo ricordo#

1. «Identità o peso?» Prima di rispondere su un numero atomico, mi chiedo sempre quale delle due domande mi stanno facendo. Identità = Z = SOLO i protoni. Peso = numero di massa = protoni + neutroni. Sono due domande diverse con due risposte diverse.

2. «Solo protoni, non protoni-più-qualcos'altro.» Il numero atomico non è "protoni più elettroni" né "il totale degli elettroni" né "i neutroni": è una cosa sola, i protoni. Gli elettroni possono andarsene (ioni) senza cambiare l'elemento; i neutroni cambiano da isotopo a isotopo senza cambiare l'elemento. Solo i protoni sono invarianti.

3. «Stesso cognome, pesi diversi.» Aggiungere un neutrone non crea un elemento nuovo: cambia solo il peso, non l'identità (quella la decide Z). Il carbonio-12 e il carbonio-14 hanno entrambi sei protoni: sono due isotopi dello stesso carbonio, non due elementi.

4. «Dal basso, massimo due, uno per posto prima di accoppiare.» Le tre regole in un colpo: Aufbau riempie dal livello a energia più bassa, salendo; Pauli mette al massimo due elettroni per orbitale, con verso opposto; Hund, con più posti uguali, ne mette prima uno per ciascuno e solo dopo accoppia. E la valenza non è il totale degli elettroni: è solo quelli del livello più esterno (il carbonio ne ha sei in tutto, ma solo quattro di valenza).

La trappola in cui sono cascato#

Alla domanda «il numero atomico di un elemento è:» ho risposto «la somma dei protoni e dei neutroni»: mi sembrava la definizione più completa, "tutto quello che c'è nel nucleo".

Le cinque opzioni, e perché ciascuna inganna a modo suo:

RispostaPerché sembra giustaPerché è falsa
A. Il numero di neutroni contenuti nel nucleoi neutroni sono nel nucleo, sembrano contarei neutroni cambiano da isotopo a isotopo senza cambiare l'elemento: non possono essere l'identità
B. La somma dei protoni e degli elettroniin un atomo neutro sono numericamente ugualiZ conta una cosa sola, i protoni: sommarli con gli elettroni è ridondante e sbagliato come definizione
C. La somma dei protoni e dei neutronisembra "tutto quello che c'è nel nucleo" ← la miaquesta somma è il numero di MASSA, non il numero atomico: risponde alla domanda sbagliata (il peso, non l'identità)
D. Il numero totale di elettronigli elettroni "identificano" l'atomo a prima vistagli elettroni possono andarsene formando ioni senza cambiare elemento: l'identità la fissano solo i protoni
E. Il numero di protoni contenuti nel nucleo

Il punto che mi ha sbloccato: "tutto quello che c'è nel nucleo" è precisamente il ragionamento che serve per il numero di MASSA, non per il numero atomico. Da quando rispondo mi fermo un secondo e scelgo prima la domanda giusta (identità o peso) e solo dopo sommo (o non sommo) le particelle.

Oltre la lezione — VERIFICATO#

(La lezione separa Z, l'identità, dal numero di massa, il peso, e dice che gli isotopi hanno peso diverso pur essendo lo stesso elemento. Mi chiedevo perché allora la tavola periodica scriva pesi con la virgola, tipo 35,45, se ogni singolo atomo ha un numero di massa intero.)

35,45: è il peso "ufficiale" del cloro sulla tavola periodica, e non è il peso di NESSUN singolo atomo di cloro. La Commissione Internazionale sulle Abbondanze Isotopiche e i Pesi Atomici (CIAAW, l'organismo IUPAC che fissa questi valori) riporta che il cloro naturale è una miscela di due isotopi: il cloro-35, con massa atomica 34,9688527 (la fonte, in notazione originale, scrive "34.968 8527(3)") e un'abbondanza in natura fra il 75,5% e il 76,1% ("[0.755, 0.761]"); e il cloro-37, massa 36,9659026 ("36.965 9026(4)"), abbondanza fra il 23,9% e il 24,5% ("[0.239, 0.245]").[¹] Il valore 35,45 che leggi sulla tavola è la MEDIA di questi due, pesata sull'abbondanza di ciascuno — quasi tutto cloro-35, un po' di cloro-37.[¹]

Il collegamento diretto con la lezione: ogni singolo atomo di cloro ha un numero di massa intero, o 35 (17 protoni + 18 neutroni) o 37 (17 protoni + 20 neutroni): la lezione lo dice giusto, protoni più neutroni è sempre un numero tondo. Ma il 35,45 della tavola non descrive un atomo singolo: descrive un CAMPIONE di cloro naturale, dove tre atomi su quattro sono cloro-35 e uno su quattro è cloro-37. La virgola non contraddice la lezione: nasce dal mescolare tanti isotopi, non da un singolo atomo con un peso frazionario.

Perché me lo tengo: perché spiega un dettaglio della tavola periodica che avevo sempre dato per scontato senza capirlo — quei decimali sulle caselle non sono pesi reali di un atomo, sono la media di una popolazione di isotopi, esattamente il concetto della lezione applicato a un caso vero.

Immagini#

Un cristallo di sale da cucina (cloruro di sodio)
Fonte: File:Salt crystal.jpg — Wikimedia Commons
Autore: Ravodina Anastasia · Licenza: CC BY 4.0 · Modifiche: nessuna

Ogni cristallo di sale contiene cloro reale: quello che la tavola periodica etichetta "35,45" non è il peso di un atomo in questo cristallo, ma la media fra i due isotopi (cloro-35 e cloro-37) che lo compongono.

Mi interrogo da solo#

Da coprire e rifare a distanza di qualche giorno. Se le risposte escono a mente, la parte A è a posto.

Un atomo ha 8 protoni e 9 neutroni: qual è il suo numero atomico e qual è il suo numero di massa?

Numero atomico 8 (solo i protoni, è l'ossigeno); numero di massa 17 (8 protoni + 9 neutroni). Sono due domande diverse: una sull'identità, una sul peso.

Il carbonio-12 e il carbonio-14 sono due elementi diversi?

No: hanno entrambi 6 protoni (Z=6), quindi sono entrambi carbonio. Sono isotopi: stesso elemento, numero di neutroni (e quindi di massa) diverso.

Nella configurazione elettronica del carbonio, perché nel sottolivello 2p i due elettroni stanno separati invece di accoppiarsi subito?

Per la regola di Hund: con più posti equivalenti nello stesso sottolivello, si mette prima un elettrone per ciascuno, e solo dopo (se serve) si accoppiano.

Perché il peso atomico del cloro sulla tavola periodica è 35,45 e non un numero intero?

Perché è la media pesata fra i due isotopi naturali del cloro (cloro-35, circa 76%, e cloro-37, circa 24%), non il peso di un singolo atomo: ogni atomo di cloro pesa comunque un numero intero (35 o 37).

Fonti#

Tutte consultate il 2026-07-20, aperte alla fonte e non dallo snippet di ricerca.

  1. CIAAW (Commission on Isotopic Abundances and Atomic Weights, IUPAC) — Chlorine — isotopi

del cloro, masse atomiche e abbondanze, peso atomico standard come media pesata. https://ciaaw.org/chlorine.htm

  1. Wikimedia Commons — File: Salt crystal.jpg — licenza CC BY 4.0 (autrice Ravodina Anastasia).

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Salt_crystal.jpg

Parte B

La tavola periodica: una mappa, non una lista

Appunti — Chimica UD1 «La tavola periodica: una mappa, non una lista», parte B#

Appunti presi guardando la lezione, poi riletti e sistemati. Non sostituiscono la lezione: qui trovi i trucchi per non cascarci, non la dimostrazione passo passo. Glossario e formulario stanno già nella scheda estesa del pacchetto di studio. Il filo con la parte A: lì gli elettroni riempivano livelli e sottolivelli atomo per atomo; qui quello stesso riempimento, ripetuto elemento dopo elemento, è il disegno dietro l'intera tavola.

Il nocciolo (30 secondi)#

La tavola periodica è ordinata per numero atomico crescente, NON per peso. Le righe sono i periodi (stesso livello elettronico più esterno); le colonne sono i gruppi (stessa valenza, da cui il comportamento simile). Tutti gli andamenti nascono da DUE leve: quanto tira il nucleo (la carica nucleare efficace, cioè l'attrazione del nucleo meno lo schermo degli elettroni interni) e quanto è lontano l'elettrone di valenza (il livello n). Lungo un periodo comanda la prima: più protoni, stesso schermo → carica efficace su → raggio giù ma energia di ionizzazione su (versi opposti, stessa causa). Lungo un gruppo, scendendo, comanda la seconda: si apre un livello nuovo → carica efficace NON scende (resta uguale o sale) ma il raggio su comunque, perché è il livello nuovo a decidere, non un'attrazione più debole. A sinistra i metalli (cedono elettroni), a destra i non-metalli (li attirano); l'elettronegatività cresce verso l'alto a destra, massima nel fluoro.

Come me lo ricordo#

1. «Protoni, non peso: si legge, non si impara a memoria.» L'ordine della tavola è il numero atomico (i protoni), il peso di solito lo segue ma non è lui a comandare. E la tavola non è una lista di caselle isolate da mandare a memoria: è una mappa dove la posizione da sola dice già come si comporta l'elemento.

2. «Riga = periodo, colonna = gruppo.» Attento a non scambiarle: le righe sono i periodi (stesso livello esterno che si riempie), le colonne sono i gruppi (stessa valenza, per questo si somigliano). Ecco il punto da tenere a mente: la somiglianza sta in colonna, non in riga.

3. «Raggio giù, ionizzazione su: stessa causa, versi opposti.» Lungo un periodo l'atomo si stringe (raggio giù) perché la carica efficace sale; ed è proprio per questo che serve PIÙ energia per strappargli un elettrone (ionizzazione su), cioè il raggio che cala e la fatica che sale sono la stessa storia. Come una caramella tenuta più stretta: più costa portarla via, non meno. I due andamenti vanno in direzioni opposte, ma nascono dalla stessa causa.

4. «Cede a sinistra, acchiappa a destra.» I metalli (carica efficace bassa) cedono elettroni; i non-metalli (carica efficace alta) li attirano. L'elettronegatività è la stessa storia vista dal lato del legame: cresce verso l'alto a destra, il fluoro è il massimo.

5. «Giù di un piano, non giù di attrazione.» Questa è quella che mi fregava. Scendendo lungo una colonna l'atomo diventa più grande, sì, ma non perché il nucleo tiri di meno: la carica efficace lì non scende mai, resta uguale o sale un filo (lo schermo degli interni cresce, però non copre mai del tutto i protoni che si sono aggiunti). Quello che cambia è il piano: si apre un livello nuovo, e l'elettrone di valenza ci abita più lontano. Stessa cosa per l'energia di ionizzazione, che cala: l'elettrone si strappa più facilmente perché è più LONTANO, non perché sia meno attratto. Il controllo che uso: mi chiedo sempre chi comanda in questa direzione. Lungo la riga la carica efficace, lungo la colonna il piano nuovo.

La trappola in cui sono cascato#

Alla domanda «quale affermazione sulla tavola periodica è CORRETTA?» ho risposto «gli elementi sono ordinati per peso atomico crescente»: mi sembrava il criterio più intuitivo, quello che avevo sempre sentito dire.

Le cinque opzioni, e perché ciascuna inganna a modo suo:

RispostaPerché sembra giustaPerché è falsa
A. L'elettronegatività è massima in basso a sinistraforse si confonde con la posizione dei metalliè massima in alto a destra (il fluoro); in basso a sinistra ci sono i metalli, che cedono elettroni
B. Gli elementi sono ordinati per peso atomico crescenteè il criterio più intuitivo, quello che si sente dire di solito ← la mial'ordine è il numero atomico (i protoni); il peso di solito segue ma non è lui a comandare
C. Lungo un periodo il raggio atomico aumenta"più protoni" suona come "più grande"diminuisce: più protoni a parità di schermo alzano la carica efficace, che contrae la nuvola
D. Lungo un periodo l'energia di ionizzazione tende ad aumentare
E. Gli elementi di una colonna hanno numero di massa simile, essendo tutti membri della stessa famiglia chimica"si somigliano" sembra implicare "pesano uguale"condividono gli stessi elettroni di valenza, non il peso: nel gruppo 17 il fluoro pesa 19 e il bromo 80

Il punto che mi ha sbloccato: "ordinati per peso" è quasi vero (il peso di solito cresce insieme al numero atomico), ed è proprio la sua quasi-verità a renderlo pericoloso. Da quando rispondo, mi chiedo cosa succede nelle poche eccezioni (dove peso e numero atomico non vanno d'accordo): lì vince sempre il numero atomico, mai il peso, il che mi conferma qual è il vero criterio.

Oltre la lezione — VERIFICATO#

(La lezione apre con la domanda se la tavola sia solo una lista da studiare a memoria, e risponde: no, è una mappa che permette di PREVEDERE il comportamento. Mi chiedevo se questa capacità predittiva fosse mai stata messa alla prova sul serio, con un elemento che ancora non esisteva.)

1875: un chimico francese scopre un metallo nuovo, il gallio — e le sue proprietà erano già scritte, sei anni prima, nella tavola di un altro chimico che non l'aveva mai visto. Nel 1869 Mendeleev aveva lasciato nella sua tavola delle caselle vuote, e per una di queste aveva previsto un elemento che chiamò "eka-alluminio", con un peso atomico e una densità precisi. Secondo Science News (rivista della Society for Science, organizzazione no-profit): "Gallium, for instance, discovered in 1875, had an atomic weight (as measured then) of 69.9 and a density six times that of water. Mendeleev had predicted an element (he called it eka-aluminum) with just that density and an atomic weight of 68" — il gallio, scoperto nel 1875, aveva un peso atomico misurato di 69,9 e una densità sei volte quella dell'acqua; Mendeleev aveva previsto, per quella stessa casella, un peso di 68 e la stessa densità.[¹] Undici anni dopo si ripete con un altro elemento della tavola, il germanio: "His predictions for eka-silicon closely matched germanium (discovered in 1886) in atomic weight (72 predicted, 72.3 observed) and density (5.5 versus 5.469)" — le sue previsioni per l'"eka-silicio" combaciavano da vicino col germanio, scoperto nel 1886, sia nel peso atomico (72 previsto, 72,3 osservato) sia nella densità (5,5 contro 5,469).[¹]

Il collegamento diretto con la lezione: Mendeleev non stava indovinando a caso. Aveva lasciato quelle caselle vuote proprio perché la sua mappa (ordinata per peso crescente all'epoca, oggi sappiamo che il vero criterio è il numero atomico) mostrava un buco nella periodicità delle proprietà. Sapere DOVE cade la casella vuota (fra quali elementi, in quale colonna) bastava per prevedere peso e densità dell'elemento mancante, prima ancora di averlo mai visto in laboratorio.

Cosa NON dice la fonte, per restare onesto: l'articolo accenna, in una riga sola, che Mendeleev predisse correttamente anche la densità dei composti del germanio con ossigeno e cloro — ma non ne riporta i valori numerici (a differenza di peso e densità di gallio e germanio, dati con le cifre precise), né discute i casi in cui le sue previsioni furono meno precise; mi fermo ai due numeri verificati (peso atomico e densità di gallio e germanio) senza estendere la fonte oltre quello che dice.

Perché me lo tengo: perché è la prova più concreta possibile che la tavola "si legge" invece di "memorizzarsi": undici anni prima che il germanio esistesse per chiunque, la sua casella vuota aveva già detto quanto avrebbe pesato.

Immagini#

La tavola periodica originale pubblicata da Mendeleev nel 1869, con le caselle vuote per gli elementi non ancora scoperti
Fonte: File:Mendeleev's 1869 periodic table.png — Wikimedia Commons
Autore: Dmitri Mendeleev · Licenza: Pubblico dominio · Modifiche: nessuna

Questa è la tavola originale del 1869, non una ricostruzione moderna: si vede a occhio nudo un punto interrogativo con un peso già scritto accanto, "?=68", proprio di fianco ad "Al=27,1" — è la casella dell'eka-alluminio, il futuro gallio, con la previsione di Mendeleev già lì, anni prima che qualcuno lo scoprisse in laboratorio.

Mi interrogo da solo#

Da coprire e rifare a distanza di qualche giorno. Se le risposte escono a mente, la parte B è a posto.

Lungo un periodo, da sinistra a destra, l'energia di ionizzazione aumenta o diminuisce?

Aumenta: più protoni a parità di schermo alzano la carica efficace, l'elettrone esterno è tenuto più stretto e serve più energia per strapparlo.

Scendendo lungo un gruppo (una colonna), il raggio atomico aumenta o diminuisce?

Aumenta: si apre un livello nuovo, l'elettrone esterno è più lontano — ma la carica efficace NON scende (resta uguale o sale un filo): è il livello nuovo a far crescere l'atomo, non un'attrazione più debole.

Il fluoro e il litio sono nella stessa riga della tavola periodica: quale dei due è più elettronegativo?

Il fluoro: l'elettronegatività cresce verso destra lungo il periodo (e verso l'alto), e il fluoro è il massimo di tutta la tavola.

Perché la previsione di Mendeleev per l'eka-alluminio (poi gallio) conta come prova che la tavola è una mappa e non una lista?

Perché ha previsto peso atomico e densità di un elemento MAI osservato prima, solo dalla posizione della casella vuota nella sua tavola — e la previsione (peso 68, densità 6× l'acqua) si è avvicinata molto ai valori poi misurati nel 1875 (69,9 e la stessa densità).

Fonti#

Tutte consultate il 2026-07-20, aperte alla fonte e non dallo snippet di ricerca.

  1. Science News (Society for Science) — *150 years ago, the periodic table began with one

chemist's vision* — previsioni di Mendeleev per gallio (1875) e germanio (1886), pesi atomici e densità previsti vs osservati. https://www.sciencenews.org/article/periodic-table-history-chemical-elements-150-anniversary

  1. Wikimedia Commons — File: Mendeleev's 1869 periodic table.png — licenza pubblico dominio

(autore Dmitri Mendeleev). https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Mendeleev's_1869_periodic_table.png

Fonti

Quello che la lezione afferma, e chi lo dice

Le affermazioni di questa lezione che contraddicono una credenza diffusa, con la fonte su cui sono state controllate una per una.

  1. Il numero atomico Z e il numero di protoni nel nucleo ed e l'identita dell'elemento (Z=1 idrogeno, Z=6 carbonio, Z=8 ossigeno); il numero di massa e protoni più neutroni. NON sono la stessa cosa.

    • Materiali ufficiali MUR, esame di chimica 1 appello 2025-26, CHIM Q2 (letto in sessione: risposta corretta D = "il numero di protoni contenuti nel nucleo")
    • IUPAC, Compendium of Chemical Terminology (Gold Book), voci "atomic number" (numero di protoni) e "mass number" (protoni + neutroni)
    • textbook Brown, LeMay, Bursten, Chemistry: The Central Science, 14th ed., 2017, Pearson (Z = n. protoni = identita; numero di massa A = Z + N)

    Chi lo definisce IUPAC Gold Book (definizioni atomic number / mass number); MUR esame chimica Q2 per la formulazione d'esame

  2. Isotopi = atomi con lo stesso Z (stesso numero di protoni, stesso elemento) ma diverso numero di massa, cioè diverso numero di neutroni. Carbonio-12 e carbonio-14 sono entrambi carbonio (6 protoni ciascuno), cambia solo il numero di neutroni. Cambiare i neutroni NON cambia l'elemento.

    • IUPAC, Gold Book, voce "isotopes" (nuclidi con lo stesso numero atomico Z e diverso numero di massa A)
    • Materiali ufficiali MUR, esame di chimica 1 appello 2025-26, batteria a completamento (termine "isotopi" come atomi stesso Z diverso numero di massa) + textbook Brown-LeMay 14th ed. 2017 Pearson (definizione di isotopo)

    Chi lo definisce IUPAC Gold Book (definizione di isotopo)

  3. La tavola periodica e ordinata per numero atomico crescente (numero di protoni), NON per peso atomico. Le righe sono i periodi (lungo una riga si aggiungono elettroni nello stesso livello più esterno); le colonne sono i gruppi (stesso numero di elettroni di valenza → comportamento simile); la tavola si divide in blocchi s, p, d, f. Legge periodica: le proprieta si ripetono periodicamente perché si ripete la configurazione degli elettroni di valenza.

    • IUPAC, Periodic Table of the Elements + Recommendations (ordinamento per numero atomico; gruppi 1-18; blocchi s/p/d/f)
    • textbook Atkins, Jones, Laverman, Chemical Principles, 7th ed., 2016, Freeman (periodi = righe, gruppi = colonne con stessa configurazione di valenza, legge periodica)
    • textbook Brown, LeMay, Bursten, Chemistry: The Central Science, 14th ed., 2017, Pearson (struttura della tavola, blocchi)

    Chi lo definisce IUPAC (struttura/ordinamento ufficiale della tavola periodica)

  4. Metalli (sinistra/basso, atomi grandi, carica efficace bassa) tendono a CEDERE elettroni; non-metalli (alto/destra, piccoli, carica efficace alta) tendono ad ACQUISTARE elettroni; semimetalli nella fascia di confine. Elettronegativita = tendenza di un atomo, in un legame, ad attrarre verso di se gli elettroni condivisi; cresce verso l'alto a destra; il fluoro e il più elettronegativo di tutti.

    • IUPAC, Gold Book, voce "electronegativity" + scala di Pauling (F = 3,98, il valore più alto fra gli elementi)
    • textbook Brown, LeMay, Bursten, Chemistry: The Central Science, 14th ed., 2017, Pearson (carattere metallico/non-metallico, elettronegativita cresce verso alto-destra, F massimo)

    Chi lo definisce scala di elettronegativita di Pauling (F = 3,98 = massimo) — fonte definente del valore

  5. Esempio sodio vs cloro (stessa riga, periodo 3): il sodio (sinistra) ha 1 elettrone di valenza debolmente tenuto, carica efficace bassa → lo cede facilmente, e un metallo; il cloro (destra) ha molti protoni in più senza schermo nuovo, carica efficace alta, atomo più piccolo, tiene strettissimi i suoi elettroni e ne vuole uno ancora → e un non-metallo molto elettronegativo. Da sodio a cloro il raggio cala e la tendenza ad attrarre elettroni sale.

    • textbook Brown, LeMay, Bursten, Chemistry: The Central Science, 14th ed., 2017, Pearson (Na metallo del gruppo 1, 1 elettrone di valenza; Cl non-metallo del gruppo 17, alta elettronegativita; andamenti lungo il periodo 3)
    • textbook Petrucci, Herring, Madura, General Chemistry, 11th ed., 2017, Pearson (configurazioni Na [Ne]3s1 e Cl [Ne]3s2 3p5; carattere metallico/non-metallico)
  6. "L'ammoniaca forma lo ione ammonio mediante un legame covalente ...... con un protone" → termine = DATIVO. Il legame covalente dativo (coordinativo) si forma quando un atomo mette a disposizione una coppia di elettroni propria e l'altro (qui il protone H+) non ne porta nessuna.

    • Materiali ufficiali MUR, esame di chimica 1 appello 2025-26, CHIM Q27 (testo letto in sessione: "L'ammoniaca forma lo ione ammonio mediante un legame covalente ...... con un protone")
    • IUPAC, Gold Book, voce "coordinate (dative) bond" / "coordinate covalent bond" + textbook Atkins-Jones, Chemical Principles, 7th ed., 2016, Freeman (legame covalente dativo/coordinativo: una coppia da un solo partner)

    Chi lo definisce MUR esame chimica Q27 (formulazione ufficiale del completamento); IUPAC per la definizione di legame dativo

  7. Sono i fondamenti della teoria atomica: nelle reazioni gli atomi si ricombinano, non si creano ne si distruggono.

    • textbook Brown, LeMay, Bursten, Chemistry: The Central Science, 14th ed., 2017, Pearson (teoria atomica di Dalton, quattro postulati storici; nelle reazioni chimiche gli atomi non sono ne creati ne distrutti, si ricombinano — restatement moderno della legge di conservazione della massa di Lavoisier a livello atomico)
    • textbook Petrucci, Herring, Madura, General Chemistry, 11th ed., 2017, Pearson (stessa formulazione: le reazioni chimiche riarrangiano gli atomi, non li creano ne li distruggono)
    • IUPAC, Gold Book, voce "isotopes" (già aperta e citata in C5: nuclidi con lo stesso Z e diverso numero di massa) — usata qui per CONFERMARE che il postulato daltoniano omesso ("atomi di uno stesso elemento tutti identici in massa") e scientificamente FALSO, quindi la sua omissione e corretta e non un impoverimento del claim
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